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Decreto ristori quarter: 350 milioni per fiere e congressi

Decreto ristori quarter: 350 milioni per fiere e congressi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Ristori quarter, destinando altri 8 miliardi di euro a imprese e lavoratori in difficoltà. 

Tra le diverse misure economiche approvate, il fondo a sostegno delle fiere e dei congressi per un valore totale di 350 milioni di euro, tramite l’incremento del Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali con il Decreto Rilancio.

Inolte, 500 milioni vanno al fondo rotativo del Mediocredito centrale, destinato anche agli alberghi.

Si prevede che i ristori ricevuti dai fondi non concorrano alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevino ai fini del calcolo degli interessi passivi e delle spese deducibili né alla formazione del valore della produzione netta. 

Qui il testo del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Indennità per i lavoratori precari del turismo

Nel decreto è contenuto anche il bonus di Natale per i lavoratori precari, ovvero 1.000 euro che vanno una tantum a lavoratori precari di turismo, terme e spettacolo, ma anche a tutta una serie di altri lavoratori a chiamata e autonomi senza partita Iva e alle categorie che avevano ricevuto i precedenti bonus a partire da marzo. 

Rinvio delle tasse 

La parte più consistente del decreto riguarda il rinvio delle scandenze fiscali di novembre e dicembre per imprese e professionisti. Confermata la proroga per il versamento degli acconti di Irpef, Ires e Irap da parte di imprese e professionisti dal 30 novembre al 10 dicembre. A partire da quella data si potrà chiedere una nuova dilazione delle tasse fino al 30 aprile 2021, ma solo da parte di quelle imprese e quei professionisti con un fatturato non superiore ai 50 milioni di euro annui i cui ricavi risultano in calo del  33% nel primo semestre 2020 rispetto a quello del 2019.

La proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, ai ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Sospensione dei contributi previdenziali

È prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.