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A Torino il congresso mondiale di Esperanto 2023: 3,5 milioni di euro la ricaduta sul territorio

A Torino il congresso mondiale di Esperanto 2023: 3,5 milioni di euro la ricaduta sul territorio

Si terrà a Torino il 108esimo Congresso Mondiale di Esperanto. Per un’intera settimana, dal 29 luglio al 5 agosto 2023, si riuniranno presso il Politecnico di Torino oltre duemila studiosi e letterati dell’esperanto, la lingua universale ideata per facilitare le comunicazioni internazionali tra i popoli. Il direttivo dell’Associazione Mondiale Esperantista (UEA) ha scelto infatti il capoluogo piemontese per questo congresso, la cui ricaduta economica diretta sul territorio è stimata pari a circa 3 milioni e mezzo di euro.

Torino per gli eventi

La candidatura è stata presentata da Michela Lipari, già presidente della Federazione Esperantista Italiana e responsabile organizzazione Congressi ed Eventi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau, che ha preparato il dossier di candidatura e assistito i referenti dell’associazione internazionale in sopralluogo e durante le visite tecniche.

Fattore determinante per la scelta della città della Mole, l’incentivo economico del pacchetto "Torino per i tuoi eventi”.  Si tratta di un’iniziativa dell’ATL torinese per attrarre congressi in città, sostenuta dalla Camera di commercio di Torino. “Siamo estremamente soddisfatti - afferma Marcella Gaspardone, Manager di Turismo Torino e Provincia - di essere riusciti ad ottenere questo importante congresso al quale stiamo al lavoro da anni. È un traguardo significativo, un forte segnale di ripresa in un periodo così difficile per il comparto turistico e degli eventi e che conferma quanto Torino sia sempre una valida destinazione congressuale".

Perché Torino

“È stato per me un motivo di grande soddisfazione – dichiara Michela Lipari - al termine del mio periodo di presidenza, ricevere la comunicazione ufficiale che l’associazione mondiale esperantista, UEA, ha accettato l’invito ad organizzare il suo 108esimo congresso mondiale in Italia, a Torino. Quando tre anni fa abbiamo deciso di intraprendere questa avventura ed abbiamo preso in esame le città che presentavano le caratteristiche adatte ad ospitare il congresso – il quarto congresso in Italia, dopo Roma (1935), Bologna (1955) e Firenze (2006) – la scelta è caduta su Torino per due motivi egualmente importanti e validi. L’esistenza nella città del Torino Esperanto-Centro Giorgio Canuto, il più attivo in Italia e che presenta la particolarità di riuscire a rinnovarsi continuamente con il passare dei decenni con le nuove generazioni che forniscono il ricambio necessario, e la reazione della città, che ha subito accettato con entusiasmo la proposta congressuale e ci ha assistiti ed aiutati a trovare la sede più idonea, i contatti più importanti, in un rapporto di collaborazione che si è trasformato in amicizia. Nell’ultimo congresso in Italia, a Firenze nel 2006, i partecipanti sono stati 2209. Ecco la sfida che ci troviamo davanti: superare tale numero”.

Una vetrina importante

"La Camera di commercio di Torino confida nel comparto congressuale e per questo lo sostiene anche economicamente – commenta Guido Bolatto, Segretario Generale dell’ente subalpino -, proprio mentre Turismo Torino sta lavorando per pianificare le presenze nei prossimi anni. Solo così, in un contesto sicuro dal punto di vista sanitario, accoglieremo congressisti anche internazionali che, soddisfatti della loro visita nella nostra bellissima città, potrebbero diventare potenzialmente degli influencer interessati a riportare le loro famiglie e i loro amici nel nostro territorio, ricco di storia e di natura".

La Federazione Esperantista Italiana ha invitato il congresso a Torino anche per il gruppo esperantista locale molto attivo, dove convivono i decani del movimento, quali Giancarlo Fighiera, Fabrizio Pennacchietti, Pedro Aguilar Solà, e la nuova generazione: attivisti giovani e di mezza età con alto livello linguistico. Hanno sostenuto l’invito anche due membri del comitato d’onore dei patroni, gli italiani Giuliano Turone, giudice di Cassazione, e Giorgio Novello, ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi.