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Il mondo dei congressi e degli eventi scrive a Mario Draghi: non ci ignorate, noi ci siamo

Il mondo dei congressi e degli eventi scrive a Mario Draghi: non ci ignorate, noi ci siamo

Non sussidi, ma ristori e norme. Questa la richiesta che le associazioni del mondo dei congressi e degli eventi riunite sotto l’egida di #Italialive rivolgono al Governo in una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri Daniele Franco (Economia e Finanze), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico), Dario Franceschini (Beni e Attività Culturali) e Massimo Garavaglia (prossimo ministro del Turismo). 

Ristori, ammortizzatori sociali e sgravi fiscali 

“Anche dopo la riapertura, che ci auguriamo avvenga in tempi brevi, il settore avrà bisogno di almeno 18 mesi per tornare a un livello minimo di regime” spiega Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. 

Per questo tra le richieste del settore c’è la necessità di deliberare ristori per tutta la filiera che è stata esclusa  a causa dell’uso erroneo dei codici Ateco, così come ammortizzatori sociali ad hoc e alternativi allo strumento della Cig, di cui la proroga è necessaria, ma non sufficiente. E sarà necessario, secondo Albarelli, “prevedere strumenti che garantiscano alle imprese di non depauperare il capitale sociale costituito in anni di attività, ad esempio con l’ammortamento delle perdite degli esercizi 2020 e 2021 in 5 anni. È poi necessario mettere in campo misure a sostegno della domanda prevedendo sgravi fiscali per chi investe in eventi per fare sviluppo di impresa, formazione aziendale, promozione del made in Italy e valorizzazione della ricerca. Il settore dei congressi e degli eventi, filiere connesse e delle imprese creative, cui apparteniamo, deve avere un riconoscimento unitario e una centralità nella ripartenza".

Chiediamo ascolto e attenzione 

L’intero comparto sta affrontando una crisi senza precedenti, con un calo del fatturato a causa della pandemia che va oltre l’80%. Una battuta d’arresto letale, quella causata dal Covid-19, per un’industria che negli ultimi 5 anni aveva conosciuto un positivo e costante percorso di crescita, con un tasso di incremento medio del numero di eventi del 4,1% annuo.

A fronte delle perdite, l’industria degli eventi vuole rivendicare il suo ruolo di volano di produttività ed esportazioni e di traino del turismo con un indotto di circa 65 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno. 

“Ormai siamo allo stremo, ribadiscono i rappresentanti del comparto – così si condanna a morte certa il settore, e con essa il “diritto al lavoro” compromettendo anche tutto il 2021-2022, considerata la lunga gestazione di cui necessitano gli eventi congressuali e non solo”.

Un contributo concreto al piano vaccinale 

Il settore dei congressi e degli eventi, estremamente professionalizzato, è pronto, come viene riportato nella lettera aperta, anche per dare un contributo concreto mettendo a disposizione competenze e strutture per la campagna di vaccinazione Covid-19

I centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione degli eventi hanno investito ingenti risorse in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza elaborati da Federcongressi&eventi e stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome al pari del comparto museale "che sta riaprendo e nondimeno continuiamo ad essere esclusi tra l’indifferenza generale” si legge nella lettera.