3294

Location
per eventi

14465

Sale
meeting

360

Agenzie
e servizi

11815

Articoli
e recensioni

Nuovo Dpcm: congressi ed eventi devono attendere. Le associazioni: grave e incomprensibile errore di visione

Nuovo Dpcm: congressi ed eventi devono attendere. Le associazioni: grave e incomprensibile errore di visione

Il nuovo Dpcm, il primo del governo Draghi, è quello che ci traghetterà fino al 6 aprile, cioè fino a dopo Pasqua. Tra vecchie e nuove restrizioni resta la divisione dell’Italia in zone - rossa, arancione, gialla e bianca, mentre ora l’attesa più grande è per il nuovo decreto-legge in aiuto delle attività economiche in difficoltà a causa della pandemia, il cosiddetto DL Sostegno.

Ma cosa cambia per eventi e congressi con il Dpcm del 2 marzo, che entrerà in vigore dal 6 marzo 2021? Sostanzialmente nulla, come ci si poteva attendere. Almeno fino al 6 aprile resta infatti il divieto di eventi e congressi ovunque, anche in zona bianca, in quelle aree cioè dove buona parte delle restrizioni vengono sospese. Il principio che regola queste zone, non è infatti quello del “liberi tutti”, ma di aperture graduali e di regole più “morbide” sì, ma sotto stretto monitoraggio. Aperture che però non comprendono gli eventi e i congressi, per i quali si dovrà attendere per avere nuove indicazioni almeno dopo Pasqua, stando a quanto contenuto nel Dpcm appena firmato. 

Per esempio in zona bianca - colore che al momento si è "guadagnato" soltanto la Sardegna - i ristoranti possono restare aperti fino alle 23 e i bar fino alle 21, si prevedono altre aperture, tutte con il rispetto dei protocolli sanitari. Le modalità vengono comunque stabilite sulla base di ordinanze regionali in riferimento all’andamento degli indicatori epidemiologici. 

Il nuovo Dpcm lo conferma. Il testo che per ora non è ancora disponibile sulla Gazzetta Ufficiale, specificava già nella versione in bozza infatti che anche sulle zone bianche vigilerà un tavolo tecnico: “Presso il Ministero della salute è istituito un Tavolo tecnico permanente composto dai rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità e delle Regioni e Province autonome interessate, cui è affidato il compito di verificare, attraverso il monitoraggio degli effetti del rilascio delle misure anti contagio nei territori di cui al comma precedente, il permanere delle condizioni di cui al comma 1 e la necessità di adottare eventuali misure intermedie e transitorie”.

Per gli eventi e i congressi, rimane dunque per ora il divieto: "Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso".

Altre misure del nuovo Dpcm 

Il primo Dpcm firmato da Draghi - al cui centro c'è la chiusura delle scuole in zona rossa e nelle zone con 250 casi positivi ogni 100 mila abitanti - conferma tra l’altro anche il divieto di spostamento tra le regioni se non motivate da esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e non ammette le feste, in luoghi chiusi e all'aperto, anche quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. 

Confermato anche il divieto di spostamento tra regioni o province autonome, "salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità, o per motivi di salute". 

Cinema, teatri e sale da concerto riapriranno invece in zona gialla a partire dal 27 marzo, con posti pre-assegnati e nell’osservanza dei protocolli sanitari. 

La reazione del settore: grave e incomprensibile incongruenza

Arriva puntuale la denuncia del settore, che non si spiega come teatri e cinema siano aperti e "sale e spazi per congressi ed eventi ancora chiusi. È questa la grave e incomprensibile incongruenza del Dpcm appena firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. Ancora una volta il settore dei congressi, dei convegni e degli eventi aziendali e privati sembra non rientrare tra le priorità del Governo per portare il Paese verso una nuova normalità. Un grave e incomprensibile errore di visione che sta bruciando un settore che genera un volume di affari di 65,5 miliardi per un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi e che dà lavoro a oltre 570.000 persone, la maggior parte donne" si legge nel comunicato stampa di #Italialive, il manifesto che riunisce alcune delle principali associazioni del comparto

 “Siamo perfettamente consapevoli dell’impegno e delle difficoltà del Governo nel gestire una situazione sanitaria in divenire ma siamo davvero esasperati” ha commentato Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. “Nonostante i positivi confronti con i rappresentanti del nuovo Governo ecco che un nuovo Dpcm sembra farsi beffe di migliaia di imprese e professionisti che da un anno sono sostanzialmente fermi e senza lavoro. Permetterci di riaprire pur con limitazioni numeriche sarebbe stato un segnale di attenzione che non ci avrebbe certo permesso di ripartire ma che avrebbe dato un messaggio di speranza a un settore che rischia il default e che non ha ancora ricevuto i sostegni promessi. Siamo sconcertati nel constatare quanto l’Italia sia il Paese che, nell’emergenza Covid19, non stia dando pressoché alcun supporto a un settore fondamentale per la promozione del made in Italy, per la ripresa del turismo, per lo sviluppo di innovazione e per la formazione del personale sanitario, mai come oggi urgente e indispensabile”.