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Ristori previsti ma non arrivati e date di ripartenza: i quesiti del congressuale in un'interrogazione parlamentare

Ristori previsti ma non arrivati e date di ripartenza: i quesiti del congressuale in un'interrogazione parlamentare

La delicata situazione del settore congressuale è diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare. Firmata dal deputato del partito democratico Luca Rizzo Nervo, il documento è stato posto all’attenzione del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro del Turismo Roberto Garavaglia con due quesiti essenziali: perché i ristori previsti non sono ancora arrivati alle imprese del settore e quando potrà essere indicata una data certa di riapertura.

Come ricorda anche l’interrogazione 4-08605, quello congressuale e fieristico è un settore tra i più colpiti dalla pandemia, cha subito nel 2020 una riduzione dell'80% dei ricavi dovuti alle cancellazioni degli eventi già in calendario e una perdita di 28,5 miliardi di euro. 

Risorse non ancora erogate

Ammontano a 350 milioni le risorse destinate al settore congressuale e fieristico dal decreto Ristori Quarter firmato dal Governo Conte a fine novembre 2020. Ristori che andavano ad aggiungersi alle misure stanziati ad agosto 2020 e ripartiti a dicembre, come viene descritto nell’interrogazione, tra “130 milioni di euro agli enti fiera e agli organizzatori di fiere; 130 milioni di euro agli organizzatori di congressi; 90 milioni di euro agli erogatori di servizi di logistica, trasporto e allestimento che abbiano una quota superiore al 50 per cento del fatturato derivante da attività riguardanti fiere e congressi”.

L’interrogazione riporta quindi l’attenzione sulla ragione “per cui le risorse ancora non sono arrivate alle aziende del settore e quando saranno versate sui conti correnti delle imposte beneficiarie, tenendo conto che i relativi IBAN sono già in possesso della direzione generale per il turismo”.

Date di riapertura

Il secondo punto dell'interrogazione parlamentare tocca un altro tasto dolente per gli organizzatori di congressi, ovvero la necessità di indicare una data di riapertura, in base alle previsioni epidemiologiche e all’andamento del piano vaccinale, per consentire al settore la riprogrammazione necessaria. Due gli spunti di riflessione riportati: da un lato la possibilità di applicare in maniera puntuale le misure anti-contagio come il distanziamento in contesti come i congressi e dall’altro i tempi di organizzazione degli eventi che hanno bisogno di mesi di preparazione e quindi di poter essere programmati per tempo.