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Programma-pilota per la riapertura degli eventi in Inghilterra: al via concerti, eventi sportivi e business

Programma-pilota per la riapertura degli eventi in Inghilterra: al via concerti, eventi sportivi e business

La maratona di Londra che si correrà il 24 e il 25 aprile a Hatfield Park, le cui iscrizioni si aprono proprio in questi giorni, non è che uno degli eventi del programma Events Research Programme (ERP) appena lanciato dal governo britannico per testare la sicurezza degli eventi.

Si tratta di un programma strutturato, che riprende i principi degli eventi-pilota che si sono già tenuti in diversi Paesi europei, e che si basa cioè su studi di screening e osservazioni su basi scientifiche. Gli eventi inseriti sono importanti appuntamenti sportivi, concerti, spettacoli ed eventi business indoor così come outdoor che accolgono da diverse centinaia fino a diverse migliaia di persone.

Eventi test in programma: sport, musica e business

Tra gli eventi che faranno parte dell’Events Research Programme ci sarà per esempio la EFL Cup Final, la finale della Coppa della Lega inglese, che attirerà 8mila tifosi di calcio il 25 aprile e prima, il 18, 4mila per la semifinale. Ma ne fa parte per esempio anche un concerto indoor da 300 persone, così come la maratona che abbiano già citato.

E anche gli eventi business sono stati inseriti nel programma, come quello che sarà organizzato a Liverpool per il 28 aprile, dove si proverà a fare incontrare mille persone al chiuso, sia sedute che in alcuni momenti di socializzazione. 

Come funziona il programma-pilota per la ripartenza degli eventi  

Il principio del programma dedicato alla ripartenza degli eventi è quello di testare le diverse misure anti-contagio e capire quali sono quelle più efficaci. Si tratta cioè di studiare il protocollo che le location per eventi applicheranno dal 21 giugno in poi, la data in cui il lockdown in Inghilterra dovrebbe cessare anche con le ultime restrizioni. 

È abbastanza evidente come il ruolo delle location sia cruciale anche in questa fase di test. I ricercatori scientifici raccoglieranno i dati sul posto e li incroceranno con quelli delle altre location che partecipano al programma, dove verranno adottate le misure anti-contagio prese in esame. Si testeranno misure come il distanziamento, la ventilazione degli spazi, diverse configurazioni dei posti a sedere. In alcune location le persone potranno muoversi liberamente e in altre no, i partecipanti indosseranno la mascherina in alcuni eventi e non la metteranno in altri e così via. 

I partecipanti saranno sottoposti a tampone prima e dopo l’evento e riceveranno istruzioni precise al momento dell’iscrizione o dell’acquisto del biglietto. Dovranno anche consegnare un consenso firmato, come è ovvio e non dovranno presentare sintomi da Covid-19 al momento dell’evento. 

E importante sarà anche la collaborazione con le destinazioni e le autorità locali. Altre misure sotto esame sono infatti anche i mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere gli eventi-pilota, l’eventuale vendita di alcool, ma anche la durata e la presenza o meno di servizio di catering. 

Ultimo ma non ultimo, il passaporto sanitario sarà parte della sperimentazione, una misura che in Inghilterra è molto criticata perché considerata una precisa violazione della privacy. Non si fa fatica a capire perché se si pensa che in UK non c’è nemmeno l’obbligo di esibire la patente di guida, anche se pare che la maggior parte degli inglesi sia disposto a utilizzarlo persino per andare al pub pur di riprendere una vita normale, cosa che tra l'altro dovrebbe essere possibili a partire dal 12 aprile così come ha dichiarato Johnson proprio in questi giorni.