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Grand Hotel della Posta riapre e punta al riposizionamento MICE in linea con il rilancio di Sondrio

Grand Hotel della Posta riapre e punta al riposizionamento MICE in linea con il rilancio di Sondrio

Ha riaperto dopo un anno di chiusura il Grand Hotel della Posta di Sondrio. Lo storico albergo valtellinese riprende con la nuova gestione di PPN Hospitality, società che già gestisce Falisia, a Luxury Collection Resort & Spa, Portopiccolo e che nei prossimi 2 anni ha in programma una forte espansione con aperture a Venezia, Pompei, Roma e Cortina a insegna Marriott. 

La nuova gestione punta a riposizionare il Grand Hotel della Post con una strategia allineata al piano di rilancio di Sondrio in vista dei Giochi olimpici invernali 2026-Milano Cortina. In esecuzione anche un piano di implementazioni tecniche e infrastrutturali che vedranno la società investire sin d’ora e nel prossimo anno per alzare l’asticella della “guest experience” dell'albergo.

“Siamo davvero onorati di poter operare in questo meraviglioso contesto, con la volontà di affiancare il processo di trasformazione che Sondrio sta mettendo in atto come destinazione leisure e business”, commenta Filippo Cavandoli, CEO di PPN Hospitality. L'hotel dispone infatti anche di curati spazi meeting: 6 sale, la maggiore da 140 posti, in linea con la vocazione alla bellezza che dal 1862 e ancora oggi vive nei dettagli d’epoca e negli arredi delle 38 tra camere e suite, alcune con soffitti mirabilmente affrescati.

“La ricca offerta del territorio con i terrazzamenti del Nebbiolo, i paesaggi mozzafiato, l’escursionismo, il trekking e il piano di sviluppo in vista dei Giochi olimpici sono per noi cardini fondanti per lavorare in sinergia con le istituzioni e i player locali. Il nostro obiettivo è portare nella destinazione flussi di turismo sia leisure sia MICE puntando sull’innalzamento della qualità del servizio con un occhio particolarmente attento alla ristorazione. La proposta del 1862 Ristorante della Posta rimarrà infatti fedele alla tradizione integrandola però con note eclettiche che valorizzano le materie prime del territorio” conclude Filippo Cavandoli.