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Uno sguardo ai global forecast 2022 sugli eventi: dal cauto ottimismo ai tempi lunghi della ripresa

Uno sguardo ai global forecast 2022 sugli eventi: dal cauto ottimismo ai tempi lunghi della ripresa

Predire cosa accadrà durante il 2022 nel settore degli eventi non è una questione semplice. 

Gli eventi in presenza sono consentiti, ma questo inizio anno ha già riservato non poche preoccupazione agli organizzatori. A livello globale la variante Omicron e il conseguente aumento dei contagi, le incertezze generali legate all’andamento della pandemia e i suoi risvolti economici, nuove restrizioni sul piano degli spostamenti internazionali sono alcune delle difficoltà che in questo momento preoccupano il settore congressuale. Come sarà il 2022 degli eventi? Se non è facile dare una risposta, passiamo in rassegna alcuni forecast. 

Amex Meetings & Events Global Forecast: ottimismo, ma ritorno al “prima” tra due-cinque anni 

Due terzi degli organizzatori di eventi prevede di tornare ai livelli di meeting in presenza del pre-pandemia, ma non prima del primo trimestre del 2023. Questo secondo il 2022 Global Meetings and Events Forecast, l’undicesima edizione del report annuale della divisione Meetings & Events di American Express Global Business Travel (GBT) basato sulle risposte di 500 event planner professionisti in 31 Paesi. 

Secondo il forecast, nel 2022 o nel 2023 si organizzeranno circa il 40% degli eventi in presenza rispetto al 2019, un altro 40% sarà in forma ibrida e il restante 20% rimarrà solo in digitale. 

Sul totale delle riunioni ed eventi che si organizzeranno nel 2022, l'81% degli eventi potrebbe essere organizzato in presenza o in modalità ibrida. In aumento è anche il budget del 64% dei professionisti degli eventi. 

Calando i dati in Europa, l’ottimismo si riduce. Il 48% degli organizzatori europei si aspettano eventi in presenza per il 2022, ma prevedono una ripresa più moderata e lenta rispetto ai colleghi del Nord America. L’86% dei planner europei sposta il ritorno a livelli pre pandemici del numero dei partecipanti tra cinque anni. 

Il settore eventi è il più colpito per il Cerved Industry Forecast

È quello delle fiere e dei congressi il settore che nel 2022 potrebbe risultare più danneggiato rispetto al periodo pre-pandemico. A dirlo è il Cerved Industry Forecast, che ha analizzato l’impatto del Covid fornendo previsioni di ripresa per oltre 230 settori nel biennio 2021-2022.

Tra i settori che nel 2022 potrebbero risultare più colpiti rispetto al pre-covid ci sono infatti le attività più colpite dal lockdown e dalle misure di contenimento della pandemia, le stesse che continuano a essere le più esposte al prolungamento della situazione emergenziale e a un lento ritorno alla normalità. Il settore con le maggiori perdite di fatturato al termine del biennio risulterebbe dunque secondo il forecast quello delle fiere e convegni (-50,0% nello scenario base e -57,2% nello scenario worst), seguito dalla gestione degli aeroporti (-28,0% e -36,5%) e dai trasporti aerei (-27,3% e -36,6%).