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Le prospettive strategiche della comunicazione corporate in Italia

Le prospettive strategiche della comunicazione corporate in Italia

La comunicazione corporate ha un ruolo sempre più centrale secondo la seconda edizione dell’indagine Leader della comunicazione realizzata da EY in collaborazione con SWG, che ha interrogato oltre 50 responsabili della comunicazione di alcune delle più importanti aziende italiane, con l’obiettivo di comprendere come brand, reputazione e comunicazione aziendale continuino ad evolvere e quali siano le sfide per il futuro.

“In un contesto complesso come quello attuale, le aziende diventano i soggetti più vicini ai cittadini, in grado di orientarne scelte culturali e di consumo. Da qui la rinnovata importanza attribuita al ruolo della comunicazione, ritenuto adeguatamente riconosciuto dal 61% dei responsabili intervistati. Grande attenzione è riservata alla comunicazione esterna per l'88% degli intervistati, che ritengono il posizionamento dell’organizzazione il driver principale del racconto aziendale, senza tuttavia perdere di vista la comunicazione interna per garantire coerenza tra la dimensione interna ed esterna” commenta Alessandro Vanoni, Direttore Brand & Communications di EY in Italia. 

Il ruolo strategico della comunicazione corporate

Dall’indagine emerge il ruolo strategico della comunicazione (96% degli intervistati) per promuovere il dibattito e proporre soluzioni su temi centrali per le aziende come sostenibilità, diversità e inclusione, tecnologia e formazione. 

Altro aspetto importante è il fatto che il 91% ritiene che la comunicazione sia percepita come una fonte di informazione credibile

I temi corporate sono al centro della comunicazione aziendale insieme a quelli legati ai criteri ESG (29%) e alle persone (21%), che distaccano le tematiche commerciali (12% rispetto al 26% del 2022).

Sempre secondo il sondaggio, in azienda chi si occupa di comunicazione lavora in modo integrato con HR (78%), Ceo e leadership (70%) e sostenibilità (65%), mentre è meno sistematica la collaborazione con il business (43%) e le vendite (20%).

La sfida dell’Intelligenza artificiale 

L’87% dei responsabili ritiene che l'impiego dell'IA renderà la funzione di comunicazione più strategica in azienda. L’86% vede in attività tecniche come il targeting per campagne e il monitoraggio il maggiore contributo possibile dell’intelligenza artificiale, meno importante sarà invece quello nell’elaborazione dei piani strategici. Tutto questo fa i conti con la reale implementazione che nelle aziende esiste in maniera strutturata solo in 1 caso su 10, mentre 1 su 7 la usa in modalità esplorativa, 1 su 2 ci sta pensando.

Ciò non impedisce comunque la trasformazione delle competenze: il 93% dei responsabili ritiene che, rispetto a quando ha iniziato a lavorare nel settore, sia cambiato il set di competenze necessarie per svolgere adeguatamente il proprio lavoro, in particolare per gestire i canali e le piattaforme proprietarie per creare engagement (78%), la velocità nella propagazione dei contenuti (75%), la creazione di formati a disposizione (75%). La gestione dei media, la gestione della reputazione e lo stakeholder management rimangono parte di un set più classico di risorse del mestiere di comunicatori.

“Il futuro della comunicazione, diventata vitale durante il covid e strategica nell’era della complessità, si gioca su trasformazione e autenticità. Proprio l’autenticità, chiave per il 59% dei responsabili, oggi non si dimostra soltanto con un solido storytelling ma passa da concretezza (49%) e capacità di execution di progetti legati all’impatto ambientale (74%) e alla centralità delle persone (62%). Quanto alla trasformazione, tra slanci di entusiasmo e qualche tratto difensivo, i comunicatori sembrano ottimisti sul potenziale che il nuovo motore tecnologico, abilitato dall’intelligenza artificiale, possa avere per aprire nuovi orizzonti per la comunicazione” conclude Vanoni.