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Il turismo culturale italiano conquista ancora gli stranieri

Il turismo culturale italiano conquista ancora gli stranieri

Il settore ha registrato una crescita del venti per cento in due anni

Il patrimonio culturale del Bel Paese piace moltissimo agli stranieri. Negli ultimi anni però anche gli italiani hanno iniziato a riscoprire le bellezze artistiche di casa, tanto che il turismo culturale interno ha registrato una crescita del venti per cento in soli due anni. L’analisi viene dai dati dell’Osservatorio di CartOrange, leader in Italia dei viaggi su misura, che ha da poco lanciato “I Viaggi nel Tempo”, un progetto, realizzato con la supervisione di archeologi, dedicato proprio al turismo culturale. Gli italiani preferiscono il Veneto (16,5 per cento delle presenze nel 2010), seguito a stretta distanza da Lazio (15,8 per cento) e Toscana (15,2). Tre stranieri su dieci invece vanno in Lazio (33,7 per cento), poi in Veneto (25,2 per cento) e Toscana (17,2 per cento). Molto amata, soprattutto dagli italiani, anche l’Emilia Romagna, che prima del terremoto si collocava al quarto posto per gli italiani e al quinto per gli stranieri. «Si tratta di destinazioni “classiche”, con Roma e Venezia in testa – spiega Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange -. Quello che sta cambiando nel settore è proprio il modo di viaggiare: il turista culturale non vuole più visitare tutto quello che c’è da vedere, ma è più selettivo e preferisce un approccio più “slow” . Si focalizza solo su quello che gli interessa davvero, magari anche in una destinazione già nota, ma intende capirla e contestualizzarla». Il turismo culturale, negli ultimi dieci anni, è quello che è cresciuto più di tutte le altre tipologie: nelle località di interesse storico e artistico, le presenze di italiane sono cresciute del 17 per cento, quelle di stranieri del 54 per cento.