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Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma

Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma Eventi nel labirinto: una location inedita alle porte di Parma

LABIRINTO DELLA MASONE

Un’opera immaginaria, un dedalo elegante che in un angolo della pianura padana dà forma e concretezza a una visione, quella di Franco Maria Ricci, il noto editore che così racconta la creazione del Labirinto della Masone. “Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges”.

E se Borges, noto per la sua passione per i labirinti, ha ispirato la nascita di questa opera unica, è con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto che Ricci ha progettato questo parco culturale nella sua tenuta di campagna a Fontanellato, nei pressi di Parma.

Un labirinto per location

Il Labirinto di Masone è senza dubbi una delle location più originali che si possono trovare in Italia, un posto speciale anche per gli organizzatori di eventi sempre in cerca del luogo giusto dove fare vivere esperienze uniche.

Aperto nel giugno 2015, si estende su otto ettari di terreno e vanta una particolarità: è realizzato soltanto con piante di bambù di specie diverse. Ma il Labirinto – oltre a offrire questo spazio inedito e di per sé integrante – ospita anche spazi culturali per più di mille metri quadrati, dove trovano posto la collezione d’arte di Franco Maria Ricci e una biblioteca dedicata a illustri esempi di tipografia e grafica.

Luogo di incontro per eccellenza, è la piazza che si trova al centro del labirinto, insieme a una cappella a forma piramidale, a costituire il cuore dell’opera preziosa, ma anche la location ideale per eventi di tanti tipi, dalle esposizioni a eventi culturali, dai concerti agli eventi aziendali. A disposizione dei planner c’è anche una caffetteria e un ristorante gestiti dallo chef stellato Massimo Spigaroli.

Eventi e cultura: il binomio che funziona

Le forme classiche e la tradizione italiana ed europea hanno ispirato tutti gli edifici progettati da Franco Maria Ricci insieme all’architetto Pier Carlo Bontempi, a partire dall’idea che non esistono soltanto opere definitive ma anche fantasie utopiche alle quali si rifanno le architetture del labirinto, realizzate, tra l’altro, con mattoni fatti a mano. Il Labirinto, dal 5 aprile al 30 luglio ospiterà la mostra “La Maniera Emiliana, Bertoja e Mirola, da Parma alle Corti d’Europa”, che esporrà opere dei manieristi Jacopo Zanguidi, detto il Bertoja (1540-1573) e Girolamo Mirola (1530/35-1570) i due maestri del secondo Cinquecento emiliano protagonisti della mostra, una ri-lettura della straordinaria civiltà pittorica che seguì il Rinascimento e che determinò una rivoluzione in fatto di iconografie, regole e consuetudini pittoriche in Emilia, nel Lazio, in Italia e in Europa: dalle delizie virtuosistiche profuse nel palazzo di Ottavio, alle più rigorose composizioni richieste da Alessandro Farnese a Roma e a Caprarola.

Un’ultima curiosità. Se vi state chiedendo perché per il labirinto è stato scelto proprio il bambù, da sapere è che Franco Maria Ricci ne coltiva una vera passione sin dagli anni Ottanta e ha piantato in questi anni più di 200mila bambù. Nel parco se ne trovano circa venti specie differenti, da quelle nane a quelle giganti. Si tratta di una pianta solida e sempreverde e persino il parquet degli edifici del labirinto è stato realizzato con questo materiale.