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ABBAZIA DI SPINETO

La struttura è di quelle che affascinano a prima vista: un’abbazia vallombrosana dell’XI secolo, circondata da una proprietà verdissima di oltre ottocento ettari, in quel lembo di terra che dalla Toscana va verso il Lazio e che la rende “lontano dalla pazza folla” e al contempo facilmente raggiungibile – sia da Firenze sia da Roma – in auto, treno e aereo.

Aperta tutto l'anno, la tenuta offre le proprie strutture in esclusiva, a iniziare dalle 98 camere – 88 doppie e dieci singole – distribuite tra l'abbazia e gli undici antichi poderi che la circondano, accuratamente restaurati e dotati di ogni comfort. Per continuare con gli spazi pensati per la meeting industry e per il mondo degli eventi più in generale – l’abbazia, infatti, ospita anche incontri di studio, corsi di formazione, laboratori di ricerca scientifica e artistica, mentre non prevede il turismo individuale–: una sala plenaria per duecento delegati, sei sale più piccole di varie dimensioni da utilizzare come aule o sale meeting con capienze che vanno da 12 a sessanta posti, e vari spazi polivalenti ospitati nei diversi casali della tenuta; un dettaglio merita assolutamente menzione: alcune delle sale sono dotate di un suggestivo camino, per meeting invernali ricchi d’atmosfera, mentre nelle stagioni più miti, si possono trasformare in “aule all’aperto” sia l’antico arometo sia il cortile interno, sia l’affascinante antica voliera, recentemente recuperata.

Osservando la disposizione delle antiche case – i poderi – all’interno della proprietà, tutte collocate intorno all’edificio principale, i proprietari dell’Abbazia di Spineto si sono resi conto che lo schema organizzato dai monaci ricordava molto da vicino la formula del campus universitario: da lì è nata così l’idea del Progetto Campus, anche tenendo conto del significato e del collegamento all’ambiente contenuto nella parola latina.

L’obiettivo del progetto era proprio il recupero graduale delle antiche case rurali per un riuso con nuovi contenuti e così ogni podere è stato restaurato e studiato in modo da poter essere completamente autonomo – ogni casale, per esempio, è fornito di una propria piscina – ma al tempo stesso, se lo si desidera, in contatto con il corpo centrale della tenuta. Proprio l’indipendenza e “l’isolamento” dei quali gode ogni casale consente di lavorare nella quiete assoluta, potendo utilizzare anche le aree all’aperto pur nel totale rispetto della privacy, con un plus di sicuro rilievo: il contatto con la natura; contatto che spesso diventa il leit motiv di team building e attività di incentive e post congress.

Un’ultima menzione va assolutamente dedicata alla cucina dell'Abbazia, che non solo assicura ai propri ospiti i servizi di ristorazione per tutti i momenti della giornata, ma riserva ai momenti conviviali quelle attenzioni in più che fanno la differenza: biscotti e torte per i coffee break sono fatti in casa, così come la pasta, il pane e le focacce; ma anche le marmellate, preparate con i frutti raccolti dagli alberi della tenuta, e l’olio extravergine di oliva, provenente dall’uliveto dell’abbazia.

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