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Attenti al conduttore!

Attenti al conduttore!

ROBERTO RASIA DAL POLO

Uno degli ingredienti che viene spesso sottovalutato durante la progettazione di un grande evento è la scelta del giusto presentatore. Questo spesso è il vero motivo per cui l’evento non ottiene il successo sperato.

Roberto Rasia dal Polo, 450 eventi condotti, dieci anni a Radio24 e otto sulle piattaforme Sky, ha fatto del presentare eventi in pubblico la propria professione. Roberto, perché a tuo avviso il ruolo del conduttore si rivela spesso fondamentale per la riuscita di un evento?

«Ho sempre paragonato questo ruolo a una metafora semplice ma efficace: se prendiamo una tela di Van Gogh, preziosa e straordinaria, e la inseriamo in una cornice orribile e non funzionale, la tela stessa del grande pittore verrà come rovinata da quella cornice. Ecco, un evento importante è come la tela di un grande artista. Il presentatore è la sua cornice. Se sbagli cornice, rovini il quadro». Spesso il conduttore professionista ha un costo percepito troppo alto dai clienti. Come superi questa obiezione in fase di negoziazione?

«È una preoccupazione che considero sempre giusta. Il budget di un evento è composto da decine di voci di costo e, con la spending-review in atto, tagliarne anche una sola è come dare ossigeno a un malato. Chiedo sempre quale sia il budget di un evento. Ipotizziamo 130mila euro. E chiedo quale siano le aspettative del cliente rispetto alla convention. Poi, chiedo di pensare cosa significhi mettere quell’evento da 130mila euro nelle mani di un presentatore che vale seicento euro. A quel punto, solitamente, non serve aggiungere altro. Il cliente capisce e spesso, anzi, mi chiede un maggiore coinvolgimento anche per scrivere l’evento e riuscire a risparmiare su altre voci. I clienti, invece, che si fissano su un cachet inferiore al mio valore li passo al presentatore junior che da pochi anni sto facendo crescere con me. Ha una forte e fastidiosa cadenza e non riesce molto a gestire un palco, però seicento euro li accetta sorridendo».

Al compimento del tuo quindicesimo anno di lavoro hai voluto scrivere il libro Conduci la tua vita!. Perché e a chi è rivolto? «Come tutti i comunicatori che hanno fatto tanta tv e radio, anch’io vengo spesso chiamato a fare formazione in azienda. Da sempre, però, tengo solo due corsi: il Public-Speaking & Comunicazione Efficace e il workshop Media Training, per insegnare come realizzare un’intervista senza rovinare il proprio prodotto. Ho scritto il libro Conduci la tua vita! perché ho sentito l’esigenza di lasciare ai miei allievi un testo che approfondisse in maniera tecnica e concreta i numerosi concetti di cui parlo in aula. Ho letto più di cento libri sulla comunicazione, ma ne ricordo pochi, perché c’è parecchia fuffa nel nostro mestiere. Ho voluto riassumere quei pochi testi nel mio libro, aggiungendo il mio personale metodo detto “delle 7S”. Ma non lo posso svelare qui, devo invitarvi a visitare il sito www.ConduciLaTuaVita.it».