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Formazione Ecm, ritorno al futuro

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FORMEDICA

Fermati, informati, mettiti in forma, prendi forma, formati, mettiti in azione, fai formazione. Con questi termini si può giocare, si può alludere oppure eludere, ma non si può sbagliare sul suo vero e importante significato. Non si può prescindere dal suo ruolo fondamentale. La formazione non è un insieme di nozioni contenute in un cassetto, ma al contrario è il risultato di un piano formativo organico che tende a strutturare, solidificare e rinforzare in maniera completa. Non si fa riferimento a un istante, ma a un processo che è duraturo nel tempo. Tutti conoscono quel famoso proverbio cinese che dice: "donagli un pesce e lo sfamerai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita". Queste riflessioni assumono una rilevanza enorme quando si parla di salute e benessere. In medicina la formazione è la ragione e l'essenza dell'arte medica. È lo strumento fondamentale non solo per trasferire le conoscenze e le competenze, ma per trasmettere comportamenti funzionali ed efficaci, da quelli che elevano la qualità dei servizi di salute erogati, a quelli che riducono i rischi a essi connessi. Se la formazione fa riferimento a un processo, allora oltre ai contenuti assume un ruolo di primo piano la struttura organizzativa della formazione, che trasforma le conoscenze in sapere, il saper fare in esperienze e il saper essere in comportamenti funzionali ed efficaci.

FARE FORMAZIONE, OGGI «Fare formazione in medicina oggi significa progettare, adottare modelli di apprendimento innovativi e facilmente assimilabili. Fare formazione oggi vuol dire sperimentare nuove vie, dall'interattività alla simulazione, dall'utilizzo del web alla pratica operatoria diretta» spiega Susanna Priore, amministratore unico e responsabile scientifico di Formedica, provider operante da dieci anni nel settore della Formazione Medico Continua.

Dottoressa Priore, quali sono le nuove frontiere della Formazione Medico Continua?
«Prima di pensare alle innovazioni tecnologiche, da noi già utilizzate in massima parte, credo che bisogni pensare a un modello sempre più autonomo e indipendente della formazione, come indicato dal nuovo regolamento Ecm. Un modello che risponda al reale fabbisogno formativo del medico, sul piano concettuale ma soprattutto sul piano pratico. Pensare alla formazione come qualcosa che sviluppi realmente le capacità del medico di prevenire, di intervenire elevando al massimo la qualità del servizio erogato e riducendo al minimo i rischi».

Quanto ritiene realizzabile questo obiettivo considerando che  la maggior parte della formazione medica viene sponsorizzata da  aziende private? «L'aspetto negativo non è rappresentato dalle sponsorizzazioni private, bensì dalla "cattiva formazione", da qualsiasi fonte provenga. Oggi la maggior parte delle aziende farmaceutiche e del comparto medicale ha compreso che sponsorizzare una formazione utile, deontologicamente corretta e rispondente alle reali esigenze del medico, significa andare nella stessa direzione di chi vuole migliorare la salute pubblica. Alcune aziende hanno individuato nella formazione medica l'investimento di marketing ad alto contenuto etico a medio lungo termine.

Bisogna preoccuparsi della qualità, ma anche degli aspetti tecnico-pratici
«Certamente, ma fondamentalmente bisogna chiedersi se il tipo di programma formativo erogato si traduce in vantaggio reale per il medico e in beneficio concreto per il paziente, tanto da poter considerare l’Educazione Continua in Medicina un insostituibile strumento per migliorare quello stato di completo benessere fisico, psichico e sociale  che rappresenta la salute dei cittadini».

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