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Il giardino degli incontri

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RADICEPURA

Un luogo sorprendente ed esclusivo, un’oasi di bellezza immersa nei profumi e nei colori del Mediterraneo, circondati dai comfort e dai servizi più moderni, ma anche dalle quiete rigenerante di paesaggi meravigliosi, letteralmente sospesi fra cielo e terra. Siamo a Giarre, sulla costa orientale della Sicilia, a metà strada fra città e località di fama internazionale come Acireale, Catania e Taormina; di fronte l’azzurro intenso del mare, alle spalle lo spettacolo straordinario dell’Etna. Proprio qui, dove la Sicilia mostra al mondo i suoi tesori d’arte e di natura, sorge una location Miceoriented unica per concezione e design, il Parco Radicepura, un progetto innovativo, condotto con amore e passione dalla famiglia Faro.

I suoi cinque ettari di terra incontaminata, con migliaia di specie di fiori e piante, una banca dei semi per salvaguardare la biodiversità e le sue eleganti e luminose strutture per meeting ed eventi, dotate di tecnologie all’avanguardia e perfettamente integrate nell’ambiente circostante, rappresentano un’opportunità imperdibile per tutte quelle aziende, istituzioni, agenzie e Pco alla ricerca dell’eccellenza e dell’originalità. Radicepura, con i suoi spazi versatili e il valore aggiunto di un contesto irripetibile, si propone come punto di riferimento in Sicilia per un turismo incentive e congressuale di qualità e come centro d’eccellenza per paesaggisti, appassionati del verde e botanici.

Lo testimonia, fra l’altro, il successo della recente tavola rotonda“4G model garden: which garden for the future? Quattro tipologie di giardino per le tendenze future”, che ha visto la partecipazione di oltre duecento fra esperti, ricercatori e manager provenienti da tutta Italia e dall’Europa. Dopo l’introduzione di Venerando Faro, l’ispiratore di Radicepura, che ha messo l’accento sull’importanza di «promuovere una cultura del paesaggio improntata alla professionalità», il dibattito è entrato nel vivo con gli interventi dei vari professionisti presenti, tutti concordi nel ritenere che il giardino del futuro sarà sostenibile. Daniela Romano, dell’Università di Catania, ha sottolineato come il giardino sia un modello che «si deve adattare agli effetti dell’intenso sfruttamento delle risorse che stiamo perpetrando, andando nella direzione della sostenibilità, che comporta modalità nuove di progettazione e scelta delle piante». Ciò diventa un imperativo nelle città, che non possono ispirarsi soltanto alla tecnologia: «Spesso – ha rilevato Graziella Zaini, direttrice della rivista Acer – siamo poco consapevoli dei benefici che un parco apporta al sistema urbano: attenua l’isola di calore, riduce l’inquinamento, aumenta l’ossigeno. Senza il verde, le nostre città sarebbero difficilmente sostenibili». In questo senso è meritoria l’opera del Fai, che tra i tanti beni italiani tutela e valorizza anche diversi giardini storici, con esempi siciliani di assoluto valore come Palazzo Manganelli a Catania, le Terme di Acireale o il Giardino pantesco di Donnafugata. Novella B. Cappelletti, direttore di Paysage e di Topscape, si è detta convinta che la Sicilia possa diventare una meta interessante per i visitatori di Expo 2015 anche per i suoi elementi paesaggistici e che Radicepura, in particolare, lo sia già per i suoi servizi e la sua bellezza. Emanuela Rosa-Clot, direttore di Gardenia, ha portato gli esempi dell’isola di Tresco e di Wisley perché «dagli inglesi – ha detto – possiamo imparare », con Tresco Abbey Garden e Wisley Garden che sono stati i due casi europei illustrati dai rispettivi curatori.

A queste e ad altre eccellenze guarda Radicepura, “un sogno di famiglia” realizzato, ma anche “un giardino in evoluzione” perché, dopo il centro congressi, comincia a prendere forma il parco botanico con tremila specie di piante: «Radicepura – ha concluso Mario Faro, responsabile marketing del gruppo – sarà un laboratorio all’aperto in cui sperimentare. Da poco abbiamo brevettato una nuova specie chiamata “Etna fire”, in omaggio al nostro vulcano. Ma sarà anche un’occasione culturale per tutti, suscitando l’interesse di tanti visitatori che potranno apprezzare quanto di buono si fa qui ai piedi dell’Etna». Risultati che i partecipanti alla tavola rotonda hanno visto di persona visitando i rinomati vivai della location.

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