3259

Location
per eventi

14280

Sale
meeting

358

Agenzie
e servizi

12073

Articoli
e recensioni

Gli Anni 80 - Meeting e congressi

Mc: la voce della meeting industry

Meeting e Congressi si consolida anno dopo anno e nel decennio 80 può serenamente definirsi una rivista matura, consapevole delle dinamiche del mercato che indaga, ma anche punto di riferimento riconosciuto dagli operatori del settore

Mc: la voce della meeting industry

Nel corso degli anni Ottanta, Meeting e Congressi si consolida sempre più come la voce del congressuale italiano, non solo nel far da ponte fra la domanda e l’offerta del comparto, ma anche nel dialogo con le istituzioni. L’obiettivo esplicito è quello di contestualizzare il “turismo congressuale” (per utilizzare un termine del tempo) in un ambito di più ampio respiro, facendo “cultura” a vantaggio del settore. E soprattutto, con una particolare attenzione alle vicende estere. Case history di grandi eventi internazionali, iniziative, novità dovevano diventare esempi da cui imparare e gli spunti non sarebbero mancati. Tutto chiaro, ma con l’inaugurazione della nuova rubrica sul primo numero del decennio, si avvertì comunque la necessità di qualche precisazione. «Può sembrare forse inutile per l’organizzatore di congressi che vuol trovare in questa rivista un mezzo di lavoro che coadiuvi la propria attività, ma se si considera la cosa non nel breve, bensì nel medio e lungo termine, si può facilmente capire che occuparsi di turismo congressuale deve implicare anche una conoscenza (…) più estesa a livello mondiale ai fini di una migliore formazione e qualificazione». Meeting e Congressi aveva aperto la sua finestra sul futuro.

Nel 1981 arriva Turismo d’Affari

Nel 1981 arriva Turismo d’Affari

Con l’obiettivo di diversificare la propria readership per offrire prodotti editoriali sempre più mirati, Ediman pubblicò nel 1982 il primo numero di Turismo d’Affari. La testata, che per la precisione era stata registrata l’anno prima, si presentava come “il periodico per il businessman che viaggia” ed era in formato tabloid. In uno dei primi editoriali se ne spiegano gli intenti: «Un giornale che si occupasse del viaggiatore d’affari non c’era. Noi, consapevoli dell’importanza del suo ruolo nella nostra economia e dei sacrifici che gli si impongono abbiamo voluto farlo. A lui, al business man costantemente in viaggio, Turismo d’Affari vuole dare d’ora in poi il suo contributo».  Da allora Turismo d’Affari non ha mai smesso di occuparsi dei viaggiatori d’affari, ha anzi articolato la sua proposta editoriale di pari passo allo sviluppo di un settore che oggi è in grado di definire professionalità sempre più specifiche, rivolgendosi a travel manager e agenzie.

1984, è l’ora di Incentivare

1984, è l’ora di Incentivare

Nell’aprile 1984 Meeting e Congressi pubblicò il supplemento “Speciale Viaggi di Incentivazione”. Si trattava di un allegato della rivista di 43 pagine, completamente dedicato al “grande mondo degli incentive travel”. Articoli e approfondimenti erano firmati, tra gli altri, da Nino Vermicelli, Mario Mancini e Theo Volker. In campo cinematografico si parlerebbe di un vero e proprio spin-off (una sorta di prova generale) che raccolse sufficiente successo per meritarsi, dal 1985, un’intera “serie”. Venne chiamato Incentivare e con il pay-off “tecniche, viaggi e merchandising” divenne il supplemento ufficiale di Meeting e Congressi. Si trattava di un prodotto editoriale inedito e innovativo, che puntava i riflettori sul settore dell’incentivazione aziendale, proprio in quegli anni soggetto a un processo di crescita e specializzazione crescenti. E non ci si fermò lì. Nell’ottobre del 1984 Incentivare divenne una testata indipendente e dal 1985 fu pubblicato bimestralmente. Nel 1991 vide la luce anche il primo annuario dell’Incentivazione.

Attacco al congressuale. Meeting e Congressi risponde

Attacco al congressuale. Meeting e Congressi risponde

Nel 1986 il settore congressuale aveva abbastanza “peso” per attirare l’attenzione della grande stampa generalista. Se ne occuparono e preoccuparono giornali e periodici, che non mancarono di registrare l’improvviso proliferare di congressi e convention. La “congresso-mania” non fu vista di buon occhio da alcuni, anzi vi fu una diffusa diffidenza sull’utilità dell’“andare a congresso”, tanto che tra i detrattori si schierarono anche alcune delle grandi firme del nostro Paese come Giorgio Bocca e Luca Goldoni. Proprio i due giornalisti, rispettivamente dalle pagine de La Repubblica e del Corriere della Sera non mancarono di mostrare le loro perplessità su quella che venne bollata come frivola mania (e che comunque costituiva allora l’8 per cento del Pil). Toccò al “nostro” Marco Ferronato difendere il settore e dirne quattro – se pur in tono semiserio – ai due giornalisti sulle pagine di Meeting e Congressi.

Stacca e compila il tagliando: i lettori al voto

Stacca e compila il tagliando: i lettori al voto

Nel 1986 Meeting e Congressi istituì “Le Stelle d’Oro”, premi destinati ai migliori centri congressi e alle migliori sedi congressuali alberghiere in Italia e all’estero. Unica giuria prevista: i lettori della rivista. Per esprimere le loro preferenze avevano a disposizione un cult dei giornali dell’epoca: il tagliando da ritagliare e inviare compilato in tutte le sue parti. Che nostalgia, e dire che ora bastano “pochi click” sul web per fare tutto. Ma la fatica di allora fu ben premiata: per tutti i rispondenti infatti Meeting e Congressi aveva previsto un omaggio. Di edizione in edizione si regalò dagli abbonamenti annuale alla rivista a diversi gadget, tra cui persino una penna stilografica. La prima premiazione avvenne il 18 febbraio del 1987 nella splendida cornice dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, una serata di gala ripresa niente di meno che dalla Rai. Poi il premio si evolse, cambiò il nome in Golden Gate, aumentò le categorie di premiazione e accentrò su di sé sempre più attenzione da parte di tutto il comparto. E chissà se c’è qualcuno tra i lettori dell’epoca (e di oggi) che conserva ancora la famosa stilografica…

Le interviste ai grandi personaggi

Le interviste ai grandi personaggi

Negli Anni 80 sulle pagine di Meeting e Congressi si cercava di offrire ai lettori spunti per contestualizzare il comparto congressuale in un quadro di più ampio respiro. Per fare questo fu istituita una nuova rubrica: l’intervista del mese. A essere intervistate erano le grandi personalità dell’epoca, dai grandi industriali ai dirigenti, dagli uomini di cultura ai nomi di scienza. Tra gli altri, fu intervistato Carlo De Benedetti, allora vicepresidente e amministratore delegato della Olivetti, che nel 1983 parlò del ruolo sempre più centrale delle telecomunicazioni. Più tardi fu la volta di Luca di Montezemolo, che all’epoca era amministratore delegato della Cinzano International e illustrò ai lettori di Meeting e Congressi il programma di ringiovanimento portato avanti dalla sua azienda. Il pittore Renato Guttuso diede il suo contributo su disquisizioni estetiche e Cesare Musatti, il fondatore della psicanalisi italiana, si concentrò sull’analisi della figura tipica del manager degli Anni 80.

Meeting e Congressi organo ufficiale di Italcongressi e Aimp

Meeting e Congressi organo ufficiale di Italcongressi e Aimp

Un passo importante nell’affermazione di Meeting e Congressi come rivista di riferimento per la meeting industry fu, nel 1988, la sua nomina a organo ufficiale di Italcongressi. L’annuncio fu fatto in maniera ufficiale in occasione della quindicesima assemblea nazionale dell’associazione. A dare la notizia fu Massimo Gattamelata, tra i fondatori di Italcongressi, di cui ai tempi era anche presidente. «Una rivista dotata di solida autorevolezza e vasta diffusione ha il privilegio di farsi portavoce di un’associazione che rappresenta in Italia la massima espressione di qualità» furono le sue parole in quell’occasione. La rivista diventò di lì a poco organo ufficiale anche di Aimp, associazione italiana meeting planner. Quella tra Meeting e Congressi e Aimp non era una collaborazione nuova: qualche anno prima infatti insieme avevano già organizzato il primo Forum annuale sui trend dei mercati congressuali e incentive. Tema dell’incontro “la necessità sia di una legislazione ufficiale sia di una figura professionale che gli garantisca il rigore scientifico”. Era il 1985.

MC insieme ad Alitalia con la Guide to Italy

MC insieme ad Alitalia con la Guide to Italy

Guide to Italy 1988. Si chiamava così il primo supplemento in lingua inglese di Meeting e Congressi, non solo un’utile guida agli hotel e alle strutture italiane per i meeting planner stranieri, ma parte integrante di una complessa operazione di promozione dell’Italia congressuale all’estero portata avanti con un partner illustre, Alitalia. Il nostro vettore di bandiera in quegli anni aveva uno staff completamente dedicato al settore meeting e distribuiva periodicamente all’estero delle pubblicazioni mirate, tra cui proprio la Guide to Italy di Meeting e Congressi. Intento comune dichiarato: “offrire una panoramica completa degli alberghi congressuali italiani, delle loro dotazioni tecnologiche e possibilità di organizzazione di incentive”. Non mancavano nell’introduzione alla Guida alcune informazioni generiche sul nostro Paese, da quelle geografiche a quelle socio-politico: “l’Italia è una Repubblica – si leggeva – il cui presidente è Francesco Cossiga, la cui Costituzione dichiara Paese fondato sul lavoro”.

Stampa, la rivoluzione dell’offset

Stampa, la rivoluzione dell’offset

Negli Anni 80 sulle riviste le pagine in bianco e nero iniziarono a lasciare spazio a quelle a colori. Meeting e Congressi non fece eccezione a questa tendenza e con più immagini a colore cambiò aspetto, avvicinandosi e di molto all’idea odierna di rivista. Ma la diffusione del colore non fu che una delle conseguenze della vera rivoluzione in ambito editoriale di quegli anni: il passaggio dalla stampa a caldo alla cosiddetta stampa offset. Senza entrare in tecnicismi, il risultato più evidente fu un generale miglioramento della definizione, che permise alle riviste di essere più gradevoli da sfogliare. Il cambiamento ebbe anche un impatto dal punto di vista del mestiere: sparì infatti in quegli anni la figura del linotipista. Fino ad allora indispensabile, non sarebbe più servito poiché con la nuova stampa offset i testi non dovevano più essere composti a mano sulla pagina, con le singole righe di piombo.

Aspettando l’Unione Europea

Aspettando l’Unione Europea

Nel 1989 si sentiva che il vento stava cambiando. Mancavano quattro anni all’avvento del Mercato Unico Europeo e ci si doveva preparare. Proprio con questo obiettivo Meeting e Congressi organizzò un seminario – previsto per il febbraio del 1990 – dal titolo “Europa 1993. Come comunicare con 300 milioni di consumatori”. L’evento era di ampia portata e per questo già l’anno prima sulla rivista apparse un articolo che, oltre a presentare il seminario, invitava tutti i manager interessati a non mancare l’appuntamento. Tanta era la carne al fuoco: ci si aspettava una maggiore libertà di movimento, si intravedevano accresciuti scambi di opinione e nuovi accordi commerciali, nuovi modi di intendere i rapporti tra le persone di lingua diversa e la cancellazione di stereotipi nazionalistici. E il seminario avrebbe avuto proprio il compito di fare luce sul cambiamento imminente: le aziende dovevano prepararsi a un nuovo modo di comunicare “per contemperare le diverse attese del mercato più grande del mondo”, come si legge sull’ultimo numero degli Anni 80 di Meeting e Congressi. Si cambia decennio.

Inviato speciale al funerale del re: una case history sui generis

Inviato speciale al funerale del re: una case history sui generis

Trentamila persone fanno un grande evento. Poco importa se l’occasione è un funerale. Certo, non uno qualsiasi: il solenne addio all’ultimo re d’Italia, Umberto II. Meeting e Congressi vi mandò un inviato e nel numero di maggio-giugno del 1983 pubblicò la cronaca dell’intera giornata. Una scelta probabilmente non replicabile ai giorni nostri, che desta più di una perplessità, ma che regala una curiosa istantanea dei tempi. L’inviato raccontò di una giornata campale, trascorsa sotto la pioggia da tutti quei nostalgici monarchici che non volevano perdere quel giorno nell’Alta Savoia, per l’estremo saluto al re. Il temerario giornalista non si fece scoraggiare dalle intemperie e annotò con dovizia ogni dettaglio, soffermandosi anche sugli aspetti “organizzativi” dell’evento e su gustosi siparietti creati dai fedelissimi accorsi. In effetti, nonostante «dieci pullman scaglionati lungo la stradina che porta all’abbazia, ben distanziati per evitare ingorghi» e «due ampi schermi eidophor (videoproiettore dell’epoca per grandi immagini, ndr) piazzati all’esterno», l’organizzazione non fu proprio da manuale. L’inviato raccontò per esempio di «novecento persone rimaste isolate fuori dall’abbazia, sotto la pioggia battente». Ma la “perla” sta nel resoconto dei metodi un po’ dilettantistici per la gestione dei partecipanti: «Tutti quelli di Milano alzino il braccio sinistro, quelli di Bologna il braccio destro… Tutti in fila per tre...». Col resto di due?

Nino Vermicelli direttore delle relazioni esterne

Nino Vermicelli direttore delle relazioni esterne

All’inizio degli Anni 80, Nino Vermicelli assume l’incarico di segretario generale di Italcongressi, che riuniva i più importanti operatori del settore congressuale. E mentre Ediman si potenziava con nuove pubblicazioni, Vermicelli riusciva a guadagnare nuovi mercati partecipando a convegni e corsi di formazione incentrati sul tema del turismo congressuale e d’affari. In questo modo, i suoi contributi favorirono la divulgazione del nuovo fenomeno in tutti gli ambienti istituzionali ed economici italiani. A completamento della sua ampia attività, Ediman gli affidò il ruolo di direttore delle relazioni esterne, compito al quale avrebbe dedicato tutte le sue risorse.