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Gli Anni 90 - Meeting e congressi

L’era degli eventi

Nel corso degli anni Novanta la Ediman cambia pelle. Da semplice casa editrice diventa un’azienda polivalente: ai tradizionali prodotti editoriali va ad affiancare l’organizzazione di workshop ed eventi che gettano un ponte tra domanda e offerta

L’era degli eventi

Sul finire del 1989 Marco Biamonti fece il suo ingresso in Ediman diventandone l’amministratore delegato fino al 1997, quando ne diventò il presidente, carica che ricopre ancora oggi insieme a quella di direttore responsabile di Meeting e Congressi e Turismo d’Affari. Laureato in Economia e Commercio con un Master in Business Administration alla Warthon School dell’Università di Pennsylvania, aveva precedentemente lavorato nella prestigiosissima società di consulenza aziendale McKinsey, a New York e a Milano, e in Olivetti, per diventare in seguito amministratore delegato della Edel – Editoria Elettronica (società partecipata da Olivetti, Mondadori, Espresso e Seat). Biamonti portò un nuovo concetto di casa editrice: si parlò da allora di “meeting industy media” e oltre che ai prodotti editoriali Ediman si dedicò anche – con i Travel Trend e i Full Contact – all’organizzazione di workshop specifici per l’incontro tra la domanda e l’offerta del settore congressuale, incentive e business travel.

Meeting e Congressi, passaporto per l’estero

Meeting e Congressi, passaporto per l’estero

Nel 1991 Meeting e Congressi aveva già ampliamente dimostrato di essere un punto di riferimento per la meeting industry italiana. Era giunta l’ora di farsi conoscere oltre confine e per farlo il momento si faceva solenne: “Meeting e Congressi diventa europeo” strillava la copertina del numero 5 del 1991. Proprio da quella uscita la rivista diventò bilingue e cominciò a essere distribuita all’estero. Molto preciso il commitment: “porsi come veicolo per promuovere quanto di meglio il nostro Paese offre in questo settore e di contribuire in tal modo a richiamare la domanda europea verso l’Italia”. Un preludio a quello che sarebbe stato il fiore all’occhiello dell’offerta editoriale di Ediman all’estero, la testata .IT Magazine. Tornando al 1991, proprio nel primo numero bilingue il direttore generale dell’Enit Mario Falcone, intervistato, dichiarava: «Nell’aiuola Italia fiorirà il congresso europeo». Infrastrutture e politiche turistiche permettendo...

È l’ora dell’Osservatorio Congressuale Italiano

È l’ora dell’Osservatorio Congressuale Italiano

All’inizio degli Anni 90 e per la prima volta in assoluto in Italia il settore congressuale fu messo sotto la lente d’ingrandimento. Nel gennaio del 1991 viene realizzata da Econstat-Demoskopea, con il finanziamento di Meeting e Congressi e del Palacongressi della Riviera di Rimini, la ricerca: “L’attività congressuale in Italia – Il mercato turistico più ambito”. Si tratta della prima indagine del nostro settore, basata su un metodo scientifico atto a misurare le dimensioni del comparto, le categorie dei promotori di congressi, fino a un’analisi dei partecipanti e dei loro modelli di consumo. Lo studio acquisì autorevolezza anno dopo anno diventando di fatto uno strumento di lavoro indispensabile per tutti gli operatori del settore che non solo ne potevano monitorare l’andamento, ma intravederne gli sviluppi. Conosciuto da tutti come l’Osservatorio Congressuale Italiano (Oci), fino al 2010 fu finanziato dalla rivista Meeting e Congressi e dal Convention Bureau della Riviera di Rimini e realizzato dall’Università di Bologna sotto la guida del professore Attilio Gardini. Nel 2011 Federcongressi&eventi ne acquisì il marchio assumendosi l’incarico di gestire la ricerca e di divulgarne i contenuti.

I manuali degli Anni 90

I manuali degli Anni 90

Gli Anni 90 segnarono per Meeting e Congressi l’introduzione di nuovi manuali, iniziative editoriali con cui la rivista esplorò segmenti sempre più specifici per dare nuovi spunti ai suoi lettori e conquistarne di nuovi. Nel 1993 in occasione della Borsa del Turismo Internazionale di Milano fu presentato l’Annuario professionale delle terme e dei centri benessere. Un’operazione lungimirante, considerato il successo che ebbe in seguito il segmento wellness. In quel periodo si chiamava ancora termalismo e segnava una costante crescita con circa 150mila persone impegnate. Altra nuova iniziativa editoriale degna di nota dell’epoca fu, sempre nel 1993, la Guida agli Aeroporti d’Italia, firmata questa volta dalla rivista Turismo d’Affari. Si proponeva come un utile strumento sia per le trasferte di lavoro sia per l’organizzazione dei congressi ed era organizzato in una parte che forniva focus dettagliati sui 37 aeroporti italiani dell’epoca e l’elenco completo delle compagnia aeree che operavano nel nostro Paese, con annessi i relativi contatti, i numeri delle catene alberghiere e un glossario con le frasi più usate in aeroporto in cinque lingue diverse: “Excuse me sir, can you tell me how to reach the city centre?”.

L’importante è che sia Trend

L’importante è che sia Trend

Proprio lungo il corso di questo decennio Ediman accrebbe il suo know how nell’organizzazione di eventi. E lo fece iniziando a imparare il mestiere con partnership strategiche. Come quella con Trendhotels, una fiera che debuttò nel 1992 con l’obiettivo di presentare “novità e tendenze nel mercato alberghiero e congressuale”. L’anno seguente la casa editrice divenne organizzatore del workshop, che si tenne presso il Centro Congressi Milanofiori di Assago, in contemporanea con un altro nuovo evento by Ediman: il Travel Trend. Fu un vero tripudio di “pubblico” – riportano le cronache di allora – con più di duemila visitatori e la consacrazione di un format vincente: un pomeriggio e una serata dedicata al business e al networking dove incontrare possibili partner che altrimenti non si avrebbe avuto l’opportunità di conoscere, in un ambiente di lavoro che concedeva qualche spazio alla mondanità, al buon cibo e allo spettacolo. “La formula nuova, agile e concreta di una manifestazione unica nel suo genere (…) ha convinto la Ediman a offrire anche agli operatori del settore delle regioni centro-meridionali l’opportunità di entrare in contatto con un’offerta ampia” annunciò la casa editrice dalle pagine di Meeting e Congressi. Si dovevano preparare le valigie per la trasferta romana. Appuntamento per il secondo giorno di primavera del 1994.

La prima volta di Full Contact

La prima volta di Full Contact

Era il 1997 e si segnava un altro passo importante per la Ediman: la prima edizione di Full Contact, dedicata ai meeting planner d’azienda. Il workshop, destinato a diventare una delle pietre miliari della casa editrice, si svolse per la prima volta dal 30 giugno al 2 luglio 1997, ospitato dall’Hotel Excelsior Palace di Rapallo. La novità assoluta era la formula del workshop: una serie di incontri mirati tra i cinquanta espositori presenti e i cento buyer intervenuti secondo un’agenda definita prima dell’evento, orchestrata per mettere a sistema le diverse esigenze di supplier e visitatori. E non appena si spensero le luci della prima edizione, fu già tempo di pensare all’edizione 1998. L’era Full Contact era iniziata e la macchina organizzativa di Ediman non si fermò un attimo per approntare nuovi appuntamenti che non mancarono di segnare nuovi successi. Negli anni, quindi, si arrivò fino a sette edizioni diverse di Full Contact, sempre più specifiche per ogni aspetto del settore congressuale e incentive, o per segmenti di domanda, secondo le necessità di networking evidenziate nel tempo dal mercato.

Verso i Duemila: si punta sul web

Verso i Duemila: si punta sul web

Nel 1999, mentre il mondo tremava alla sola idea del Millenium Bug, Ediman non si fece intimorire dalla minaccia digitale e guardò fiduciosa al futuro scommettendo sul web. Facile da dirsi oggi, non si sbagliava per nulla! La versione primitiva del sito www.mconline.it venne in quell’anno implementata con un profondo restyling. L’architettura internet permetteva una velocità di caricamento eccezionale per l’epoca e, quello che più conta, offriva un database migliorato nei contenuti e decisamente più moderno, con 600 schede di sedi congressuali e strutture ricettive e una sezione dedicata ai servizi congressuali. Accattivante la grafica: l’immagine di benvenuto nella homepage rappresentava un aeroporto: cliccando su “enter” un aeroplano planava dolcemente sulle piste fino ad atterrare. Il sito, così rinnovato, si proponeva come un’ulteriore occasione di visibilità per gli inserzionisti, che potevano approfittare di uno strumento all’avanguardia per rendersi visibile anche sul web.

Un interlocutore d’eccezione per l’epoca dei workshop

Un interlocutore d’eccezione per l’epoca dei workshop

Gli Anni 90 furono caratterizzati dall’ampliamento delle iniziative di Ediman: in parallelo alle attività editoriali fu sviluppata quella dedicata ai nuovi workshop, autentiche fiere di intermediazione fra offerta e domanda dei buyer più qualificati. L’attività fieristica si sviluppò in due grandi settori: i Travel Trend, palcoscenici della presentazione dell’offerta a un pubblico numeroso dei buyer da esaurire nell’arco di un lungo pomeriggio e i Full Contact, una “due giorni” articolata con incontri programmati fra l’espositore e il compratore. «Questi workshop ebbero il grande merito di sviluppare e dare riscontro effettivo alle campagne pubblicitarie e di comunicazione dei nostro inserzionisti – ricorda Vermicelli –, un esito ottimale per la fluidità e la consistenza del mercato». In questa nuova fase operativa Nino Vermicelli diede il suo contributo ai rapporti di transazione tra la domanda e l’offerta con frequenti seminari da lui organizzati direttamente presso le strutture alberghiere al fine di affinare e perfezionare il know how di chi, in albergo, era addetto al marketing. Durante questo periodo fu invitato inoltre a numerosi educational all’estero, tra Europa e Stati Uniti, che gli permisero di sviluppare nuove conoscenze sia dei luoghi visitati sia delle tecnologie più moderne in ambito congressuale.

I premi dell’epoca

I premi dell’epoca

L’ultimo decennio del Novecento fu, in Italia, il decennio dei premi. Giuseppe Tornatore con L’Ultimo Imperatore e Gabriele Salvatores con Mediterraneo riportarono l’Oscar nel Belpaese, la cerimonia della consegna del nostrano Telegatto (Gran Premio Internazionale dello Spettacolo) era seguita in Tv da sempre più spettatori e anche Meeting e Congressi consacrò il successo dei suoi riconoscimenti, i Golden Gate, diventati in quegli anni un appuntamento immancabile per tutto il settore. Nel 1995, in occasione dei dieci anni del premio, le categorie passarono da cinque a sei. Oltre a quelle dedicate alle tipologie “classiche” dell’accoglienza congressuale, fecero il loro ingresso infatti le dimore storiche, che in quegli anni furono sempre più presenti anche tra gli espositori dei workshop di Ediman. Il 1995 fu anche l’anno del primo Incentive Awards, premio alle campagne incentive e ai viaggi premio della rivista Incentivare. Non rimase certo a digiuno il business travel: la testata Turismo d’Affari già nel 1992 aveva istituito il premio Icarus. Il nome era azzeccatissimo per un riconoscimento che andava alla migliore compagnia aerea per i frequent flyer d’eccellenza, i viaggiatori d’affari.